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ciao dolce amico

Ciao dolce amico,
forse sto scrivendo più a me stessa che a te. Sono giorni che mi ronzano le tue parole nella testa, parole che sono state dolci e dure. In quel momento ero arrabbiata, ferita, e forse non ho capito o voluto capire. Volevo solo essere consolata, difesa. Poi una volta da sola mi sono resa conto che hai ragione, in fondo al cuore lo so. Devo andare avanti, conservando il ricordo bello di un amore o di un’emozione (diamogli il nome che vogliamo tanto non cambia il senso). Devo Ammettere di essermi sbagliata. Già proprio così, credevo di aver trovato quello che cercavo, ma in realtà era solo una mia illusione. Desideravo così fortemente questa persona da vederla non per quella che era, ma per quella che volevo fosse. E ho cercato spiegazioni per dare un senso a tutto, e ho dato giustificazioni che non c’erano né ci saranno mai.
Seguivo solo le ragioni del cuore…
Questo cuore debole che inganna, che decide di battere per qualcuno indipendentemente dalla nostra volontà, dalla nostra mente. Ho provato a fermarlo sai? Ma non ci sono riuscita, chissà forse non ero poi così convinta.
E’ riuscito a trascinarmi verso luoghi sconosciuti, così pieni di emozioni ma anche di inquietudini. Mi fa amare questa vita imprevedibile e me la fa odiare per lo stesso motivo. Grandi gioie e grandi dolori.
Mi fa ancora amare una persona, nonostante i suoi difetti e il suo egoismo, anzi è riuscito a nasconderli e a trasformarli in debolezze o in piccole imperfezioni dandomi l’illusione di poterle correggere. Ma non è così. Volevo fargli conoscere “Il Favoloso Mondo di Leoncina” e conoscere il suo (ma forse l’ho già fatto…) e invece mi rimane il rimpianto di qualcosa che non c’è stato, né ci sarà mai. Semplicemente non era pronto per amare, per amarmi. Credevo di dare qualcosa a qualcuno che non chiedeva e invece stavo chiedendo tanto a qualcuno che non voleva dare, non a me e lo capisco solo adesso. Sai… allora mi fidavo ciecamente di quello che stavo vivendo con lui, io solo sapevo. Né tu né altri potevano capire.
Credevo di essere la persona giusta per lui, e di questo ne sono ancora convinta, ma lui non è la persona giusta per me e di questo mi devo convincere.
Spero per lui, per l’amore che ancora sento, che un giorno ammetterà che non si possono comandare le emozioni o ci sono o non ci sono ed è una questione di attimi. E’ una sensazione che senti dentro nell’anima e ti da una tale energia. Niente è paragonabile e soprattutto non lo nascondi, né lo soffochi ma lo gridi al mondo intero e tu sai di cosa sto parlando, vero?
Speravo si innamorasse di me, ma non è successo. Poi se l’abbia voluto lui, come dice, o solo non è successo, non posso farci più nulla. Speravo andasse come nelle favole che leggevo da bambina (o che ancora leggo?!) e che finivano con un “… e vissero tutti felice e contenti”. Ma la vita ci ha insegnato che la realtà è diversa, molto diversa.
E quindi… spalle alte, sguardo dritto e via per la mia strada. Dieci anni fa sapevo dove sarei stata oggi? Davvero no, quindi chissà dove sarò domani e quante cose ancora scoprirò. Dovrei volermi più bene. Com’è che dici? Un no conta più di tanti sì. Già… hai ragione. So però che quello che ho vissuto fino ad oggi e come l’ho vissuto mi ha fatto diventare quella che sono, con i miei pregi e i miei difetti. E se ci sono persone che mi vogliono bene non sono poi così male, o no?
Adesso forse comincio a capire anche se il percorso è ancora così lungo e difficile.
Non mi resta che aspettare che passi, perché so che succederà. Deve succedere. E’ sempre stato così.
E allora torneranno i giorni spensierati, i pomeriggi pigri sotto al sole, le chiacchiere e le risate con gli amici. E tornerà il batticuore per qualcuno, quello scintillio negli occhi e quel sorriso stampato in faccia
La vita è una ruota che gira, perché dovrebbe interrompersi?
Nel frattempo continuo a scrivere lettere piene di me, delle mie emozioni e aspetto, come uno dei protagonisti di Oceano Mare di Baricco, che “…le riponeva in una scatola di mogano, senza nome né indirizzo e aspettava di incontrare la “sua” donna per poter posare la scatola sul grembo e dirle “Ti aspettavo”. E lei aprirà la scatola e leggerà gli anni, i giorni, gli istanti che le erano stati regalati e per sempre lo amerà…”
Io aspetto di incontrare questo uomo a cui donerò la mia “scatola di mogano” e gli dirò “Ti aspettavo”.

inviata da: Leoncina, lunedì 23 febbraio 2004

 

 

 

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