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Arrivederci

11 Novembre 2003
Ore 7:40

Ciao,
Inizio questa lettera, anzi è meglio dire questo trattato d’umana verità, ringraziando Dio o chiunque tu voglia perché quando scoprirai che ti ho scritto mi troverò a milioni di chilometri di distanza da te; perché conoscendoti da molto tempo ormai so che in questo momento mi odi, che sei molto arrabbiata con me e che se disgraziatamente ti fossi stato accanto in questo momento la mia vita sarebbe in serio pericolo. Sei appena uscita da casa e ti stai incamminando con passo veloce verso la fermata dell’autobus che ti porterà a scuola, io ti spio tra uno sbadiglio e l’altro dalla finestra della tua camera. La notte scorsa come tutte le notti che passiamo insieme non sono riuscito a chiudere occhio. Scusa se questa mattina ho fatto finta di dormire ma avevo bisogno di tempo per capire, per decidere, per scriverti. Come dici tu il nostro rapporto è basato sulle parole, (da quando ti conosco di parole ne sono scivolate via a miliardi), sulle chiacchierate, so che odi quando ti scrivo e quando devi scrivere, come dici tu tra noi non ci devono essere parole “di carta” ma parole “sonore”, scusami ma questa volta scrivere questa lettera si è rivelato necessario. Non so se potrò mai dirti tutto ciò a voce, ultimamente ogni volta che ti guardo qualsiasi cosa nella mia testa scompare e tutto quello che ti volevo dire va a farsi benedire. Tra due giorni a quest’ora sarò su di un autobus per raggiungere Ciampino, per raggiungere un aereo che mi porterà lontano da qui, lontano da te. Intanto colgo l’occasione per ingraziare il tuo PC (che tutto sommato non è poi così male come dici, comunque per me questi affari resteranno sempre delle “macchine infernali”) non avrai problemi per una volta a distinguere la mia calligrafia da dottore. Questa volta leggerai bene sia le “u” che le “n” come del resto le “e” e le “l” che nella mia scrittura sono tutte uguali. Sai l’idea di scriverti mi è venuta questa notte, è vero quello che mi dici sempre, la notte porta consiglio. Mi volto e guardo la tua camera, qui c’è il tuo profumo, c’è l’immagine di te, così rosa, piena di disordine e meticolosamente precisa nell’insieme, con una cura anche maniacale che m’ispira freddezza e poi a contrasto i peluche così dolci, tutto questo sei tu. Per me in quest’ultimo periodo (insomma questo periodo non è breve, due anni non sono pochi) sei tutto, sei l’inizio e la fine d’ogni cosa. Sei la prima immagine che vedo la mattina quando mi alzo e quando apro gli occhi, sei il mio pensiero ricorrente durante la giornata, ti vedo in ogni parte, ti cerco, ti vedo in ogni faccia che mi passa davanti, sei l’ultimo pensiero prima di dormire e sei la regina incontrastata dei miei sogni. Senza di te la mia vita non ha senso, non so come spiegarlo ma quando sto con te mi sento completo, sono felice, mi sento fluttuare nell’aria, in poche parole sono al settimo cielo. Quando passiamo la notte insieme per me è difficile dormire, anzi impossibile dormire, averti tra le mie braccia, sentire il tuo corpo contro il mio mi rende non so come definirlo, non trovo le parole e questo è strano per me. Ora mi devi spiegare una cosa però, come fai sempre a sapere quello che mi passa per la testa, a capire dal solo suono della voce come sto, com’è andata la giornata, mi sento come n libro nelle tue mani, di me puoi fare quello che vuoi, e senza aprirlo sai a memoria i passi in esso contenuto. Spiegami come fai e non fare come tuo solito questa volta non sono disposto ad accettare il solito: “Non lo so, io ho imparato da te, sei tu che lo devi spiegare a me!”. Mi vuoi spiegare una volta per tutte che cavolo significa questa farse, non ha né capo né coda, non significa niente, sai che odio quando mi rigiri le domande. Comunque sei indispensabile nella mia vita, non potrei mai vivere senza di te. TI AMO, ti amo da due anni a questa parte e continuerò ad amarti finché avrò fiato, finché il mio cuore non cesserà di battere, finché il mio cervello bloccherà ogni attività, insomma finché avrò vita. Ti amo di un amore puro che supera ogni cosa, ti amo più di qualsiasi cosa, più di quanto posso amare l’aria che mi consente di respirare, più di quanto possa amare l’acqua e il cibo che mi mantengono in vita. Ti amo perché sei tu, perché senza di te non avrebbe più senso la mia vita. Ti amo, ti amo, ti amo. Ti amo quando la mattina ti osservo di sottecchi mentre ti stiracchi e ti stropicci gli occhi assonnati, ti amo quando mi guardi e so già quello che vuoi, quello che successo senza bisogno di parole, ti amo perché mi comprendi meglio di chiunque altro, ti amo per i tuoi difetti, per i tuoi vizi, per avermi trasmesso l’amore per il volo, il tuo grande sogno, ti amo per aver avuto la pazienza per insegnarmi ad usare quel maledetto portatile, ti amo perché curi le mie ferite, ti amo per i silenzi, per gli sguardi, per le carezze, per i pochi baci rubati, ti amo perché mi completi, ti amo perché mi rendi partecipe della tua vita, perché mi rendi parte integrante della tua storia, perché mi permetti di starti vicino anche dopo tutto il male che ti ho fatto, ti amo di un amore puro e semplice che sovrasta ogni cosa, più grande di tutto quello che puoi immaginare, più grande anche del mondo. Ti amo perché tu illumini ogni mio giorno, ti amo perché sei il tiepido calore della fiamma del focolare nelle fredde giornate invernali, ti amo perché per me sei essenziale, sei diventata una droga e io sto diventando sempre di più dipendente di te. Ti amo ogni volta che ti penso, ogni volta che entri nei miei pensieri, ogni volta che poso il mio sguardo su di te, ti amo quando mi guardi, quando mi sorridi, quando ascolti al musica e sei immersa nei tuoi pensieri, quando hai quel brutto vizio di osservare il cielo di notte anche per ore, quando ti ho tra le mie braccia la notte e ti osservo dormire. Ti amo anche quando sei arrabbiata, quando mi guardi male, perché abbiamo avuto un battibecco più o meno violento, più o meno grande. Ti amo nei tuoi pro e nei tuoi contro, ti amo e mi dispiace vederti piangere e avvolte anche per colpa mia. Ti amo perché il mio cuore ti appartiene, da molto tempo e perché non potrei mai amare nessun’altra con la stessa intensità, con lo stesso trasporto, con la stessa passione con cui amo te, con cui mi sono affidato alle tue braccia e ti ho donato tutto me stesso e di più. Non credo di averti mai detto che il mio primo bacio l’ ho dato a te, eravamo piccoli, io avevo 15 anni tu 12, eravamo alla festa di Diego, a quei tempi si usava ancora il gioco della bottiglia. Ricordo ancora quel giorno, tu quando hai saputo che mi dovevi baciare, sei diventata rossa come un peperone, ti sei avvicinata e mi hai dato un bacio sulla guancia. Tutti si sono messi a ridere, tu imbarazzata come non mai hai chiesto che cosa avevi fatto di tanto male per far ridere così tutti quanti. Diego ti ha spiegato tra le lacrime che il bacio me lo dovevi dare sulle labbra, tu ti sei girata verso di me, mi hai guardato con due occhi terrorizzati, ti sei avvicina e in un secondo mi hai baciato. Sei sempre stata risoluta nei modi comunque, si da piccola. Così come sono stato risoluto io la sera del 15 Agosto del 2002, quando ti ho presa tra le mie braccia e senza mezzi termini ti ho detto che ti amavo e ti ho baciato senza attendere una tua risposta. Sai non mi sono mai pentito di quello che ho fatto, l’unica cosa è che forse dovevo farlo prima anche se stavi con Fabio. Non potevo nascondere il sentimento che provavo per te allora come non lo posso nascondere oggi, sai ti devo dire grazie, si perché grazie a te ho capito realmente che cosa potesse dire la parola amare. Spero che il mio dono sia stato di tuo gradimento, so che dirai che sono stupido, che mi è costato una fortuna e che non lo meriti ma non mi importa. Ti ho voluto regalare quel ciondolo perché quando l’ ho visto ho pensato a te. Quel ciondolo ha anche un significato più profondo infatti il bianco dei diamanti sta ad indicare la purezza del mio amore e la tua purezza mentre il blu dello zaffiro indica l’oceano che ci divide. Se ci fai caso però il bianco racchiude il blu, questo sta ad indicare che anche se siamo distanti io sarò sempre lì accanto a te. Già mi manchi, ieri notte ti osservavo tra le mie braccia, in quel momento ho capito che non potevo partire, anzi che non dovevo partire. All’improvviso però ti sei mossa, ti ho guardato di nuovo e ho sentito la tua voce che mi rimproverava per aver pensato anche solo per un attimo di non partire di mandare tutto all’aria. Mi dicevi, non ti preoccupare per me, io sono qui e ti aspetterò, sei mesi passano velocemente. Sai ho una sorpresa da farti, questo è il primo regalo di Natale che riceverai da me, mi hanno dato una licenza preventiva dal 22 Dicembre al 6 Gennaio, passerò la notte di Natale con te. Ti è piaciuto il mio regalo? Spero di si. Sai domenica mattina ho intenzione di fare una cosa, non mi importa se non rispetto il nostro accordo, non mi importa se ci sono i miei, se c’è il mio generale, voglio baciarti prima di salire sul quell’aereo. Si perché non posso non salutarti, non posso rispettare il patto di salutarci a distanza, senza nessun tipo di contatto, senza neppure un abbraccio, come so che tu non rispetterai la norma che vieta di piangere, ti conosco ormai troppo bene per sapere che diventerai una fontana. Il bacio che ti darò sarà carico di tutto quello che sai, mi hai spinto tu a partire, io volevo rinunciare, quella domenica abbiamo litigato ferocemente nella casa in montagna, mi dispiace di averti detto cose cattive, che ti hanno ferito, ma non volevo andarmene anche se so che il tuo cuore non batte per me, (ben mi sta così non ti imparavo che cosa vuol dire amore) forse qualche tempo fa ma non ora il tuo cuore batteva per me. Accetto questo come l’ ho accettato allora, me ne sono fatto una ragione ormai. L’unica cosa che ormai fa male è lasciarti, allontanarmi da te, questo mi pesa e mi opprime.Mi fa male pensare di vivere senza sentirti vicino, questa ultima settimana anzi queste ultime due settimane le abbiamo passate in totale simbiosi e ora rinunciare a te mi è difficile. Tu conosci la mia vita, mi sei vicina sempre e comunque, sai prima degli altri, avvolte anche prima di me quando c’è qualcosa che non va. Mi mancherà tutto questo, la tua camera, le lenzuola di raso, le candele, i sabato sera passati nella casa in montagna, le chiacchiere, la colazione a letto, la camicia da notte di raso, te. Ti amo. A presto, ricordati di scrivermi, non lasciarmi da solo ora che sono debole e fragile. So che non ci crederai a questo mia ultima frase e forse hai ragione, ci vediamo presto e ci sentiamo ancor prima. A presto, mi manchi, ti amo.

Valerio



inviata da: Valerio, martedì 24 febbraio 2004

 

 

 

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