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Lacrime

27 gennaio 2004. Venerdì sera. Festa di laurea di un’amica. Tanta gente che ha solo voglia di divertirsi. Tanti volti amici. Ed io ho voglia di sentirmi leggera, di ridere e scherzare con loro, di non sentire dolore almeno per qualche ora.
Bevo una cosa e poi un’altra e finalmente provo euforia, quella leggera sensazione di benessere che da tempo non sentivo. Inizio a ballare con i miei amici. Sembro quasi felice. Faccio la simpatica con un ragazzo che un po’ mi piace. Alla fine lo bacio e penso che ce la posso fare. Sono quasi soddisfatta, forse sto guarendo.
Poi la serata finisce, si torna a casa.
Sono in macchina con il mio amico fidato, compagno di tante serate. Mi gira la testa, mi sento un po’ confusa. “Ferma la macchina” gli dico. Scendo, ho voglia di fare due passi in questa meravigliosa città, sotto le stelle, con la luce fioca dei lampioni. Mi tiene per un braccio, il mio amico, ha paura che possa sentirmi male e forse ha ragione.
Forse è stato il calore del suo abbraccio, non lo so, però è stato in quel momento che le lacrime hanno iniziato a scendere, come un fiume in piena. Mi hanno travolto. Sono disperata, non riesco a calmarmi.
Mi siedo, sto per svenire. Il mio amico cerca di consolarmi, ma niente mi conforta. Fa freddo, sento così freddo fin nell’anima. Il mio amico è convinto che sia colpa di quello che ho bevuto, pensa che io non sappia qual è il mio limite, ma non è così. Conosco i miei limiti, ma ho voluto oltrepassarli per stordirmi e non sentire nulla. Ma non ci sono riuscita. Il dolore è li in agguato e aspetta solo un mio cedimento che puntuale arriva con un’unica domanda che mi farà compagnia in questa lunga notte: “Perché non mi hai voluta? Perché hai scelto lei?”

inviata da: Leoncina, martedì 9 marzo 2004

 

 

 

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