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Notti D'alveari

Le undici di sera
nel piccolo centro storico
su una vecchia antenna TV
stanca di non aver cambiato
le coscienze
un gufo
lanciava con un canto
che si prendeva il tempo
per riflettere,sciagure
sulle ali di un vento infuriato
come a voler giungere
in anticipo al recapito
mentre nuvole avvolte
nell'orgasmo di dissolversi
su preghiere che le rifiutavano
lasciavano oasi di stelle
tremanti come se tra esse
ci fosse una designata
ad assistere a un lucubre maleficio
...D'un tratto
delle urla sbarbarono
la pelle di intonaco cadente
delle case
ma io non volli indagare
in una notte come tante
con qualche vita che se ne andava
anonima senza tempo per salutare
lasciando uno dei tanti alveari
del mondo con il finto sollievo
che avrebbe estorto dopo
quattro chiacchiere
con mani congiunte
teste chinate
e uno scudetto nero sul petto
verso nuvole nuove
che non sapevano più niente
-Imperterrito
il gufo cantò
fino alle prime luci del mattino
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dal volume:voci dall'inferno




inviata da: Michael Santhers, martedì 23 marzo 2004

 

 

 

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