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Oggi ti amo

Caro amore,
è vero. Non ho mai pubblicato parole per te, come in passato ho fatto per qualcun altro. Ma adesso, per la prima volta, vorrei farlo per te. Proprio per te. Devo infatti dichiararti il mio amore, e non quello che ho sempre proclamato. Ma un amore ritrovato, o forse trovato mai. Un amore che non va solo a parole, ma un amore del cuore. Forse io non ti ho mai amato così, ma anzi, devo ammetterlo con te: forse non ti ho amato prima. O meglio ti ho amato, ma per troppo breve tempo, quando poi mi sono accorta che la mia vita mi chiedeva qualcosa. E ho cominciato a chiederlo a te.
Come qualcuno ha detto “La vera relazione è quando l’amore è maggiore della necessità che abbiamo dell’altro”. Delle tue parole ieri ho sofferto, anche senza profferirtene parola. Amareggiata ho accusato il colpo, perché davvero, da come ti ho trattato lo scorso anno, non amavo te.
Da questo sono rimasta scioccata. E’ bastato vedere cosa avessi fatto per un altro che nulla meritava. Quanto ho capito. La mia disponibilità. E vedere per la prima volta, e soltanto grazie alle tue parole!, cosa il mio “amore” avesse fatto di te.
Stasera volevo qui dichiararti ufficialmente che da qualche tempo ho riscoperto la felicità di guardarti negli occhi. Le emozioni che provo sono le stesse della prima sera che ti rincontrai dopo mesi e decisi di stare con te, dal primo giorno, dal primo momento, il cuore mi batteva perché ti ero vicina come non lo ero mai stata. E avevo scelto di stare con te. Subendo tutto il tuo fascino, forse perché finalmente accettavo che a lungo ti avevo cercato, dentro di me ti avevo voluto, ma la difficile situazione mi rendeva la cosa improbabile da accettare, perché “a tavolino” non si accettano le situazioni così. Eppure ero rapita da te, e mille volte ti cercavo. Avevo bisogno di averti vicino perché quando mi eri vicino stavo bene. Stavo bene soltanto di te. Anche con tutta la tua situazione. Stavo con te e stavo bene. Se dimenticavo “il resto”, ero inebriata e completa con te. Per tutti quei momenti che stavamo assieme. Avrei dovuto capirlo già una sera di febbraio, quanto era semplice e cosa era la serenità quando stavo con te.
Facile era stato amarti, la cosa più naturale e serena del mondo. Fintanto che non è diventata difficile, quando ho voluto porci dentro tutta la razionalità delle “scelte facili”, quelle che facili si accettano e definiscono su quello stesso “tavolino” di prima. Per la mia decisione di risolvere i tuoi mali (che erano i miei mali, ma anzi erano solo i miei “mali” che volevo risolvere), per molti mesi ne avrei pagato in sofferenza, e avrei creato la tua sofferenza, quella di un uomo che voleva soltanto risolvere ma che non poteva, perché non aveva la chiave dei miei problemi, che erano soltanto i miei e forse problemi non avevo davvero. Infatti… Se avessi capito e visto soltanto che ti amavo e quanto ti amavo, se questo fosse stato totalmente vero, non avrei potuto soffrire MAI. Perché amando te non si può soffrire, ma soltanto gioire della persona che sei.
La mia sofferenza era perché non cercavo te e non guardavo te. Guardavo me e la necessità che avevo di te. Per troppi mesi non mi sono chiesta come stessi tu, soltanto presa a chiedere a te quello che invece avrei dovuto chiedere a me stessa della mia vita.
Oggi che il nostro rapporto è fatto di “amare te”, “amare me” (se lo sentirai, se lo vorrai), finalmente riscopro la vera luce dell’amore, quella pura che non può essere sconfitta da alcuna situazione logistica, anagrafica. L’amore di due persone che si ascoltano dentro e capiscono se si amano. E soltanto quello che provano le spinge a stare insieme, non quello che vogliono. OGGI TI AMO DAVVERO, perché non chiedo a te, e non vedo oltre di te.
Questo significa amare davvero. Sono le emozioni che mi dài, quando ti guardo negli occhi, in questi giorni proprio come quella prima sera. Il piacere che provo standoti accanto, soltanto annusando la tua aria, il tuo profumo sempre così forte, che mi addolcisce e fa sorridere i miei occhi quando anche lontana da te lo respiro, perché così forte è il tuo ricordo su me, che basta chiudere gli occhi e sei già qui.
Pensarti, provare questa vera emozione pura, al riparo da vincoli e situazioni materiali, è la cosa più bella che provi. L’amore vero, di amarti senza chiedere in cambio, di essere felice quando posso ritrovarti, quando posso guardarti, quando hai tempo per me e per vivermi accanto. Mi sono accorta in questi ultimi tempi che non è la frequenza con cui due persone si vedono che segna i battiti del proprio cuore, ma che sono proprio i battiti che una persona produce sul nostro cuore, anche un istante su centomila in cui i loro sguardi non si toccano, che segnano la frequenza dell’amore. E per me tu sei oggi sempre presente, a farmi battere il cuore. Un’emozione e una positività continua. Perché voglio te. E non voglio nulla oltre TE. Perché io “ho” te. PUNTO. Là risiede e sosta la mia felicità. Non devo vedere oltre. Perché oltre la ingabbierei con desideri che non sono di te. Ma sono fatti di materialismo, ai quali, tra l’altro, non credo più.
Devo ringraziarti per le sensazioni che mi dài. Senza te non avrei potuto scoprirle. E non è una frase fatta. Te ne accorgerai perché ti sto dicendo che probabilmente lo scorso anno, appunto, mentre lo dicevo convinta di quel che sentissi, non ti amavo. Lo scorso anno non capivo cosa mi fosse accaduto, o cosa avessi. Mi preoccupavo di quello che non avevo, ma non era quello che mi avrebbe dato la felicità. Non senza di te. Lo scorso anno certe sensazioni non avrei potuto capirle con il mio “amore”. Ma amore per me! Perché cercavo freneticamente in te ciò che tu non potevi darmi, racchiudevo in te la mia felicità relegando quanto fosse invece emozione per me lo stare con te, avere accanto un uomo così. Oggi che so parlare di Amore, ho trovato la chiave: non ero felice perché non era te che volevo. Se avessi voluto te e soltanto te, mi sarei resa conto di essere felice già. La mia felicità era lì, spesso giaceva anche accanto a me. E’ stata lì anche di notte, a volte. E’ stata lontano con me, lontanissima da qua, persino in un altro lato del mondo, ma neppure là, lontana da questo mondo e dalle circostanze, la scorgevo e riuscivo a viverla: io guardavo oltre. Per questo ero sempre insoddisfatta di quello che avevo. Non vedevo quanto avevo già. Se avessi visto sarei stata felice già. Perché avevo un dono stupendo.
Ultimamente non ho più usato la parola amore, se non con parsimonia e dopo aver riflettuto. Solo adesso so che cosa l’Amore è. E così, ti giuro, COSI’, non l’ho provato mai. E vivrò e morrò in questa vita avendolo conosciuto davvero. Ma poteva accadere solo con te.
TI AMO. Ed è tutto là dentro.

inviata da: Musetto, giovedì 15 aprile 2004

 

 

 

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