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Risveglio

Apparve tardo il dì al mio risveglio
teneramente volsi a lei il mio sguardo
onde' ch'io vidi orror tra le mie mani
e sangue e vene intrise di dolore.
Giammai io colsi il duol da questo petto
ov'e' colei serbata in questo cuore
e vidi nel dolore del sospetto
l'attesa come orribil tentazione.
La tremula e solinga via perduta,
tornata incubo orrendo qual dirupo,
mi traverso' le carni e l'alma tanto
che vidi il mio futuro tosto infranto.
Raccolsi il senno sparso per la mente
in ogni anfratto del mio pensiero ostile
allor ch'io intesi, nel suo divenire,
tristezza ed abbandono assai patire.
Unito al cielo in vorticoso ardire
la man le tesi a guisa d'un infante:
un solo sguardo mi donò il suo viso
di somma dolcezza ed infinito amore.
Colei che mi sveglio' dal mio torpore
mi scosse con fermezza da regnante.
Non v'e' più dubbio, solo la certezza
Kassandra è mia regina e principessa.
A lei mi inchino quale mia sovrana
custode mia dell'alma e di me tutto.
A lei professero' senza mai posa:
Amor eterno, mio giglio, mia rosa!

inviata da: Nuccio S., mercoledì 23 giugno 2004

 

 

 

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