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Come lui nessuno mai

Di tutte le lettere che ho letto o addirittura scritto erano per dichiarare un sentimento, per spiegare quanto un certo comportamento faceva male o per far sapere che si stava male dopo essere stati abbondonati.
Stavolta, io scrivo una lettera per dire quanto fa male lasciare.
Come mi si spacca il cuore mentre gli dico che è finita, mentre vorrei che non fosse vero, di essermi sbagliata, mentre spero di essere dentro un film.
Quanto sto male quando sento che tutto quello che credevo eterno non lo è più, quando ho avuto il coraggio di dirlo a me stessa, che ero cambiata, che non provo più quello che avevo giurato fosse per tutta la vita, capire di essermi sopravalutata a prometterlo.
E le sue parole fanno così male, quando subito dopo averlo lasciato gli ho promesso che non lo avrei mai dimenticato, lui mi ha ricordato che gli avevo promesso di stargli accanto sempre e per sempre.
Quando, stavolta a me stessa avevo promesso di proteggerlo da tutti, nessuno gli avrebbe fatto male , altrimenti avrebbe dovuto fare i conti con me; e alla fine sono stata io, proprio io a fargliene e non c'è nessuno adesso a difenderlo e io devo fare i conti con me stessa.
quando dovendo stare in casa insieme, mentre cercavo un posto dove andare, l'ho sentito piangere e sono corsa da lui per consolarlo, consolarlo per il mio male, quello che gli ho fatto io; e lui mi manda via implorandomi di lasciarlo da solo, che non ce la fa ad abbracciarmi.
Quando si capisce le conseguenze di una frase, che possono uccidere una persona, possono distruggere sogni, abitudini, sicurezze; e quella frase l'ho detta io, che per quell'amore avevo rinunciato a stare vicino alla mia famiglia, andando ad abitare a 250 km da loro perchè adesso la mia famiglia era Fabio, solo lui.
Tutto quello che avevamo affrontato insieme, mutuo, debiti, problemi, il cercare di vivere insieme senza nessuno. E tutto questo ci ha resi più forti, più affiatati, noi due contro tutto. Tutti i progetti, le prime ferie, la nostra casa, guardare i nostri amici che si lasciavano e dire "A noi non succederà mai". Il nostro letto, quante ore a parlare, a ridere, a consolarci, a raccontarci la nostra infanzia, i nostri segreti di bambini, le nostre paure, le nostre sofferenze. Diventare una persona unica, forse uno sbaglio, ma ci rendeva così complici; il guardarsi e capire al volo.
Il giustificare l'altro ogni volta che serviva e il farci capire perchè si aveva sbagliato a comportarsi in un certo modo. E le ore dei sabati pomeriggi e delle domeniche passate tutte a letto cominciando a scherzare a farsi le coccole per fare l'amore per ore, bellissimo,era bellissimo.
Poi è cambiato tutto, tutto quello che mi dava sicurezza, le cose in cui credevo, il mio amore, non sentire più mie tutte queste cose, sentirsi in un attimo un' altra persona,essere vicini e sentirmi lontano.Non capire più i suoi sguardi,non rispettare più le sue paure, renderlo indifeso e poi aggredirlo, fargli male ogni volta con ogni pretesto. Non sopportare più nessuno dei suoi difetti, quelli che mi avevano fatto innamorare di lui. E rendere i suoi pregi banali e senza valore. Non potevo trattarlo ancora così, sapevo che era solo colpa mia e così ho deciso di lasciarlo per non mancargli più di rispetto e salvare nel ricordo le cose belle del nostro amore per non finire ad odiarci, per non diventare cattivi, anche se io lo ero già stata, per non finire di dire cose irreparabili che avrebbero fatto una ferita troppo grande per guardarci in faccia; anche se proprio adesso non riesco neanche a parlargli al telefono o leggere un suo messaggio che mi dice quanto mi ama.
Bè si sta male prima, durante e dopo. con la paura di sbagliarmi, di pentirmi, ma non potevo aspettare di tornare ad essere quella che ero, intanto non so quanto ci vorrà e non so se succederà.
Ma per il fatto di pentirmi, so già che lo farò, so che persona stupenda è. Quanto mi ama, quanto ha sacrificato per me e le cose che ha fatto per farmi piacere, ma che non avrebbe mai fatto.
L'impotenza di stargli vicino per proteggerlo da me. Mi sento un mostro, ma mi sento di averlo salvato, salvato da me. Dalla mia cattiveria, e dalla mia incapacità di amare da un giorno all'altro.
Non lo merito e forse non
merito più nessuno, non voglio più vergognarmi guardandomi allo specchio, non voglio più odiarmi per tutto il male che ho fatto a lui e alle nostre famiglie gratuitamente.
E fare finta di niente, fare finta che è meglio così che almeno io sono serena. Che frase ipocrita: sono serena.

Come ho scritto a lui nell' ultima lettera, rubandola dal titolo di un film, come lui nessuno mai.

inviata da: Monia, sabato 26 giugno 2004

 

 

 

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