iscriviti alla newsletter di scrivimiamore

iscriviti alla newsletter di scrivimiamore ritorna alla home page

home > le vostre parole > lettere > Lu' > Ancora...AMORE

Ancora...AMORE

Eccomi qui…. Finalmente posso scriverti con un po’ di serenità in più nel cuore.
In tutto questo tempo trascorso lontana dai tuoi occhi ho scritto cose…..per te….che non sono mai riuscita a mandarti;
Sai che ho sempre amato scrivere ma…. Questo anno passato mi ha fatto cambiare idea anche su questa cosa.
Non voglio più scrivere le cose importanti che penso, che sento…ma voglio dirle ed esprimerle diversamente da un pezzo di carta o da uno schermo del pc.
Credo che zia Luisa in un certo senso avesse ragione quando mi diceva che venire da voi non era proprio una bella idea… l’ho capito quando sono uscita da casa tua con la valigia per il ritorno; l’ho capito quando tornando a casa mi sono sentita non a mio agio, mi sono sentita non a casa, mi sono sentita parte di un’altra famiglia.
E’ passato tanto tempo, lo so; ma dovevo necessariamente recuperare le forze; dovevo necessariamente focalizzare e…. venire da te significava finalmente riuscire a capire quanto l’amore per te era realmente il vero amore.
La mia risposta l’ho avuta; indipendentemente da come sono andate e da come potranno andare le cose, la mia risposta è bastata a chiudere il cerchio; la mia risposta basterà al mio cuore ………
Vorrei tanto aver avuto la possibilità di dirti tutto questo ed altro prima di andar via ma evidentemente non è stato possibile, forse è più giusto così, chissà.
Scrivo di getto, senza nessuna riflessione, certamente ci ritroverai errori, qualche pensiero espresso con confusione… ma non importa, sono certa che il tuo cuore percepirà ogni cosa; sono certa che saprà cogliere ogni sfumatura perché anche se la ragione e la volontà gli anno messi in gabbia e tenuti lontani loro sono sempre stati tutt’uno, e di questo dobbiamo prenderne pieno atto.
Voglio che tu sia felice. Sempre.
il cielo una volta mi fece un regalo. Quello di incontrare la persona migliore del mondo; l’uomo che non esiste neanche nei sogni per quanto è speciale; l’angelo custode di tutte le notti e di tutti i giorni; il sostegno di ogni cedimento; l’antidoto di ogni male; il rifugio in ogni bufera; il motivo di ogni sorriso; non una spalla forte, non una mano possente ma una vera e propria piattaforma di piombo. Una base gigante sulla quale non si soffre il caldo, non si soffre il freddo, non si vive di stenti, non ci sono lacrime di disperazione se non per la nostalgia e la gioia..
Io lo conosco il vero Valerio, e vorrei tanto farlo conoscere anche a te. Sì, perché credo tu l’abbia visto qualche volta solo di sfuggita e non è giusto non farti incontrare chiaramente e definitivamente una persona splendida come lui; per questo ho lottato, per questo me ne sono andata quando ho capito che non avevi voglia di farlo tornare.
Non avevo più niente da dare al Valerio che ti ostinavi ad essere. Non avevi più sorrisi da e per me. Non riuscivo a scalare le mura di cemento armato ma lisce come specchi che avevi impiantato intorno a te; non ci riuscivo io e non ci riusciva neanche la “nostra famiglia”. Più mi arrampicavo e più scivolavo giù, e se qualche volta ce l’ho fatta a raggiungere la cima immediatamente costruivi su un’altra fila più alta.
Non riuscivo più a parlarti, non avevo più la pazienza che da sempre mi prendevo per calmare il tuo animo inquieto. Il “mio” Valerio mi ascoltava SEMPRE, addirittura ero riuscita a far vedere ai tuoi quanto speciale potessi essere. Non c’era una tua arrabbiatura che durasse più di qualche minuto; riuscivo a farti ridere, riuscivo a farti ragionare…. All’improvviso hai messo le mani alle orecchie, hai sbarrato l’anima, hai chiuso col lucchetto le tue labbra in modo da non poter più sorridere. I tuoi occhi hanno smesso di luccicare ed io col passare del tempo ho fatto altrettanto…Fino ad odiarti. Il mio amore immenso, accecante, unico e supremo era stato travolto e coperto da una nube tossica a tal punto da seppellire il mio cuore nella polvere.
Dovevo andarmene, per la mia e soprattutto per la tua serenità. Tutto quello che avevo da offrirti non ti bastava più ed io, con ormai l’odio nel cuore, avevo terminato le scorte. Le stesse scorte che fino a qualche tempo prima si rigeneravano autonomamente alla luce dei tuoi occhi felici e dei sorrisi che riuscivo a farti scoppiare sul viso.
Man mano mi sentivo sempre più inutile; insignificante. Non ero più all’altezza delle tue continue pretese. Non ero più capace di renderti felice; non ero più capace di renderti sicuro e forse, non lo ero neanche io.
Non mi sentivo più in buone mani, non mi fidavo più del tuo cuore; non mi sentivo più al sicuro, non ero più sotto le tue ali protettive; non c’era più il tuo sorriso a riempirmi lo stomaco, a darmi coraggio; non c’era più il tuo sostegno a darmi stabilità.
Non credevo più in me stessa, non mi fidavo più delle mie capacità; non ero più io.
Mi sentivo una nullità eppure…. Quello che volevo era soltanto vederti contento.
Non respiravo più al tuo fianco, ogni tentativo di rinascita falliva. Mi sentivo rasa al suolo e durante la nostra “prima e breve pausa” tutti questi sentimenti negativi mi hanno trasformata da debole a cattiva.
Non è per darti ancora contro ma con te ho conosciuto la parte peggiore di me, la cattiveria che non sapevo di avere e soprattutto la forza sovrumana di mentirti spudoratamente con quei “Io non ti amo più”.
Ti ho odiato improvvisamente, se fossi stata un uomo ti avrei preso a pugni per come mi ero ridotta.
Avevo smesso di pregare per te, volevo vendetta termine che non avevo mai conosciuto prima di all’ora.
Se tutto quello che avevo dato alla nostra storia fino a quel momento non era servito a ridarmi il MIO Valerio allora dovevo cercare di annientare in tutti i modi questo diavolo che si era impossessato di lui.
Non ti vedevo più come l’amore che si prendeva cura di me, ma soltanto avido della mia sofferenza.
Avevo paura di te, in ogni modo in cui una danna può aver paura. Ero terrorizzata dalla tua presenza eppure il mio cuore imbavagliato e legato dalla rabbia e dalla ragione scalpitava nel mio petto.
E’ successa una guerra dentro di me. Non una battaglia, ma una guerra sanguinante. La mente ed il cuore erano su due confini diversi e si ammazzavano l’un l’altra per difendere il proprio territorio.
Impazzivo dalla voglia di tornare da te e dalla paura sfottuta di farlo.
Tutto l’orgoglio che per mesi interi era rimasto sotterrato all’improvvisi è venuto fuori, proprio come fanno gli indigeni ed i carnivori quando si appostano sotto la sabbia per uscire allo scoperto quando passa il nemico.
Ecco, proprio questo eri diventato: il mio peggior nemico. Il nemico da guardare penzolare appeso per il collo da un albero; il nemico da abbattere in ogni modo.
Ma c’era comunque il cuore a riconoscere nel tuo sguardo cattivo gli occhi di quell’angelo soppresso e così…..”la carotina e la bastonata”….inevitabile.
Ho impiegato mesi e mesi e mesi per ricominciare a respirare al ritmo giusto; mesi e mesi mi ci sono voluti per non odiarti più, e quando finalmente era tornato il sereno ho potuto fermarmi a riflettere.
Sbavagliato il cuore, liberatolo dalle funi e curato le sue ferite mi sono finalmente potuta rilassare.
Acquietata la mente, sbollita la rabbia ho potuto finalmente cominciare a costruire il mio puzzle pensando a te così come realmente sei.
Svariate volte sono stata sul punto di prendere la mia valigia e venire lì ma….. non avevo forze a sufficienza per poterlo fare….temevo un infarto; temevo di non reggere alle emozioni.
E’ stata dura per me in questo week – and. Davvero dura cercare di attutire il colpo di vederti tra le braccia di un’altra. E’ vero, sì….lo sapevo già ed ero ben consapevole ma non si è mai pronti abbastanza (e questo l’ho capito soltanto dopo) ad una cosa così!
E’ stata dura guardare le tue mani su fianchi che non erano i miei ed è stata dura saperti ad accompagnare qualcuno che non ero io.
Difficile trattenere le lacrime in alcuni momenti, soprattutto quando ti rendi conto che nulla è cambiato…….
Sono venuta fin lì soprattutto perché avevo una grande risposta da darmi……l’ho avuta.
Anche se in fondo…… speravo non fosse così…
Vorrei ancora dirti tanto e tutto ma ci sono cose che hanno bisogno di orecchie e di occhi per essere espresse come meritano.
Posso solo dirti che la tua famiglia è ancora la Nostra famiglia e che tu………
Sei ancora l’emozione più forte di tutta la mia vita.
A presto.
Ti abbraccio.
Luciana.

inviata da: Lu', mercoledì 1 settembre 2004

 

 

 

vai alla home page noi lasciaci un messaggio i siti amici per qualsiasi informazione

ritorna alla home page le vostre parole