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Addio Vi'

Sono arrivata in stazione; per tutto il viaggio mi sono sentita come una bambina che sa di dover incontrare Babbo Natale e la Befana...la notte precedente non ho chiuso occhio: mi sentivo agitata, non facevo che pensare a quello che gli avrei detto, a quello che avrei fatto.....
Dicevo: arrivata in stazione lui non c'era. Camminavo tra la miriade della gente cercando il suo volto e nel frattempo sentivo il mio cuore come un tamburo tonfarmi nelle orecchie. Poi d'un tratto l'ho visto; credo di aver sorriso mordendomi le labbra senza distogliere un secondo il mio sguardo da lui. Devo essere certamente arrossita. Lui mi sorrideva in un misto tra gioia e stupore. Ho mollato la valigia ed il beauty all'improvviso quando ci siamo trovati a pochi centimetri l'uno dall'altra.
Ci siamo baciati subito, immediatamente; un bacio da film; credo che avremmo fatto l'amore lì, d'avanti a tutti in quello stesso istante. Ci siamo baciati e ribaciati sorridendo..con passione forse per dieci minuti; o forse meno; o forse più. Poi lui ha preso le mie valige ed io i "miei" cioccolatini e, sorridenti, tenendoci x mano ci siamo diretti verso casa sua. Parlava poco, soltanto per chiedermi come mai nessuno dei due riuscisse a dir niente; dalle nostre bocche non usciva una sillaba; ci guardavamo soltanto e non facevamo che sorridere: due perfetti ragazzini al primo incontro.
Continuavo a mordermi le labbra, sentivo le mie guancia esplodere de rossore; non so se erano le mie meni a sudare così tanto o le sue, così strettamente unite tra loro. Ero agitatissima, eppure sul treno avevo preso la mia "rassicurante" valeriana.
Entrati in casa ho chiesto di poter fumare una sigaretta (con la speranza di riuscire a calmarmi), lui ha messo il nuovo cd degli stadio.
Ho frugato con gli occhi tra la roba della sua stanza: le mura tappezzate di foto e poesie; c'erano preghiere scritte da lui sparse qua e là...e poi delle caramelle alla frutta, spartiti musicali, una chitarra. La sua roba ordinata : un armadio semi aperto lasciava intravedere qualche maglione ben piegato (strano x uno studente che vive solo). Un piumone azzurro con la stampa di due delfini che nuotavano sul pelo dell'acqua. C'era tutt'intorno un profumo particolare simile alla vaniglia ma non lo era.... abbiamo mangiucchiato qualcosa; poco, molto poco; lui avrà avuto lo stomaco aggrovigliato quanto il mio, credo. Ha preso la mia mano sollevandomi dalla sedia e ci siamo stretti in un ballo; senza baci, soltanto stretti l'uno all'altra guardandoci di tanto in tanto...mi accarezzava i capelli.. Poi siamo finiti sul letto (inevitabile); era dolcissimo ed io non riuscivo a staccarmi da lui; sentivo le sue mani calde accarezzare la mia pelle, scorrere lungo la mia schiena, afferrare i miei fianchi. Mi baciava e mordeva con ardore ma dolcemente, lentamente, senza impeto.. per quanto difficile ogni tanto lo bloccavo, non potevo lasciarmi andare completamente..lui mi rassicurava "Non potrei mai farti del male" diceva, "voglio solo amarti" con voce calda, tenue; ma aveva capito perfettamente che non avremmo fatto l'amore...
Mi chiedeva sottovoce di stringerlo forte a me, di coccolarlo "mi sento un bimbo tra le tue mani adesso" e si accucciolava con la testa tra le pieghe del mio collo. Poi ricominciava con i baci da UOMO…. le sue mani, i movimenti lenti, sensuali...sentivo scorrere lungo la schiena brividi di piacere; tremavo come una foglia ogni volta che lo sentivo gemere...ho sudato; ad un certo punto ho anche pianto senza una ragione, mi sono sentita di colpo debole.
Lui ha capito....allora abbiamo cominciato a parlare: di lui.... di me.... della sua ATTUALE fidanzata con la quale si è incastrato x l’ incapacità di star solo; parlava delle sue passioni, dei suoi obbiettivi; io ho parlato della mia vita scombinata, delle mie storie senza storia.. e poi la lotta del solletico...mi abbracciava, mi baciava e mentre si rideva a crepapelle d'un tratto si faceva serio "Abbracciami; non partire" diceva e, (può darsi che mi stia sbagliando) credo che ci sia stato un momento in cui gli sono cadute delle lacrime perchè mi sono sentita il collo bagnato in un abbraccio e quando ho tentato di guardarlo lui non me lo ha lasciato fare.
Le 16:00 sono arrivate in fretta; mentre mi sistemavo si è fermato a scrivere qualcosa su un libricino che avrei dovuto leggere solo se fossi realmente andata via.
Abbiamo ripreso le mie valige: metropolitana-stazione…
Per strada, mano nella mano, non una parola...ma soltanto due facce tristi.
D'avanti a quel treno mi guardava stringendomi le mani "resta, non andare via; ho la sensazione che non ti rivedrò se salirai su quel treno" io non parlavo. ci siamo stretti in un abbraccio fortissimo "Cosa mi stà succedendo? Sto male al pensiero che te ne stai andando." e poi "..mi sento un vigliacco.." il fischio del capo stazione ha interrotto il suo parlare. Giusto il tempo di saltare sul treno e le porte si sono chiuse. La mia mano destra era sul vetro, le sue in tasca. Avevamo entrambi gli occhi lucidi; "sorridi" mi ha detto con le spalle strette...il treno è partito, l'ho visto scomparire velocemente.
Ho trovato il mio posto; ho aperto il suo libricino
:
"..Ad un'amica speciale,
e una compagna splendida, con la speranza profonda che le nostre vite si rincrocino di nuovo... Vi'"

Ho appoggiato la testa sul finestrino senza riuscire a leggere oltre in quel momento;
Roma si allontanava velocemente al di là del vetro...ho pianto. Tanto.

inviata da: Lu', mercoledì 1 settembre 2004

 

 

 

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