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Avvocato

I fatti sono ormai noti. Mi scoccio anche solo di riprenderli e ripensarci.
Sei l’essere più immondo che abbia conosciuto da quando ho, sia pure in ritardo, iniziato nuovamente ad amare una donna. Proprio a me dovevi capitare!
Una volta ti dissi “Ma chi ti credi di essere?”. Allora la risposta non me la desti. Oggi però sono in grado di dartela IO.
NON SEI NESSUNO
SEI UN NULLA
SEI IL NULLA
E porca miseria finalmente te lo dico. Tuo padre dice che “sei solare….” Macché! Tu sei una macchia solare, un tumore, un cancro (e non come segno zodiacale) che si attacca a chi –coglione come me!- si lascia attrarre dalle tue forme e gli succhi il sangue fino a lasciarlo morire. A confronto Giusy è un angelo.
Sei in grado di portare alle stelle un uomo (e credimi, non con il sesso!) facendogli credere nella prospettiva di una vita serena, felice, insieme ad una persona leale e sincera ma, dopo aver ottenuto TUTTO (se stesso, la propria casa, i propri parenti, l’affetto della propria bimba, il proprio lavoro, i propri soldi), sei pronta a dargli il benservito solo perché –meschino- ha un po’ di ansia e inquietudine a fare il grande passo con te (lungimirante!) ma che tuttavia ugualmente farebbe. STRONZO!!!
Dici a mia madre che mi hai dato tutto di te e che io non l’avrei apprezzato! Ma che vuol dire??? Cosa dovrei fare o dire per apprezzare te e quello che fai???? Vuoi per caso che ti rinfacci le cose fatte per te, la tua famiglia, i tuoi amici/amiche, il tuo lavoro. Cosa diavolo vuoi da un uomo che ha saputo solo accontentarti in tutto e per tutto, andando come una bandiera secondo il vento che veniva… dalla tua famiglia! Già, perché tu non sei in grado di prendere una che sia una decisione sulla tua vita.
Sai, ora l’ho capito. Ciò che mi ha fuorviato è stata la tua scelta di andare in UK: ma là sta il bello. Quella scelta tu, è vero, l’hai fatta. Ma poi??? Dov’è quella Marianna, decisa, pratica, convinta, come nessuno era allora convinto, di fare la scelta giusta per la propria vita. Nessuno le si è potuto opporre. Ho deciso. Parto. Ma tu non hai soldi: PARTO! Ma tua madre sta male: PARTO! Ma Rosario e gli altri tuoi fratelli sono contrari: PARTO! Ma l’uomo che hai a Napoli: PARTO! Ma l’amica del cuore che hai a Napoli: PARTO! PARTO! PARTO!
E questo mi ha ingannato. Una donna, come me l’aveva presentata Fabrizio, tosta, decisa, pronta a tutto per difendere e realizzare le proprie scelte contro chiunque, perfino contro i familiari. Oggi quella Marianna non c’è più. E a me “questa” non piace!
Tu oggi cosa fai? Ti barcameni tra un “Ti amo”, un “il mio cuore è tutto per te”, una manciata di minuti di sesso in macchina e poi… e poi dici di avere paura, di non sapere, di non essere sicura…BALLE!!!
Sei una squilibrata assolutamente non in grado di discernere ciò che vuoi tu da ciò che vogliono gli altri per te. E mi vieni pure a dire di essere innamorata, di amarmi alla follia, di ringraziarmi del tempo che ti ho concesso.
IO NON TI CONCEDO NULLA. SE MI AMI STAI CON ME. SE NON MI AMI NON STAI CON ME!!! Alternative, come sempre, non ce ne sono. E non ti rifugiare dietro apparenti e futili problemi sorti improvvisamente, falsamente costruiti, dei quali prima nulla si sapeva e nessuno se ne accorgeva tanto da gongolarci, noi, di quanto amore gli altri –magari con invidia- vedevano tra me e te!!!.
IO E TE NON ABBIAMO PROBLEMI!!!
Siamo una delle poche coppie che conosco che potrebbero dettare legge in tema di amore e serietà… almeno fino al 30 giugno scorso. Oggi sono solo a lottare in silenzio per una stupida che mi ha preso per i fondelli alla grande. Per una femmina che non sa fare altro che piangere, accoccolarsi sotto il mio collo chiedendo che le si massaggiasse ora la schiena, ora le mani, ora le gambe… ma giusto per avere il tempo di pugnalarti alle spalle con la più violenta della armi: l’Amore.
Sei cattiva Marianna. Sei cattiva perché hai aspettato un mio attimo di debolezza, di stanchezza fisica, di sincerità nel “provare” (perché poi di fatto poi non ci sono riuscito) a spiegarti le mie semplici ed oneste inquietudini, angosce, ansie per le importantissime scelte… che già avevo adottato e DALLE QUALI NON INTENDEVO RECEDERE!!! No, tu senza neppure lasciarmi il canzo di esternare le mie preoccupazioni, che pure mi lasciavano sveglio dalle 4 del mattino, mi hai subito dato addosso come una furia impazzita, inondandomi di maleparole assolutamente irripetibili e maledettamente stridenti col tuo aspetto e la tua figura di bella donna.
Puah! Che vergogna per chi ti ha sentito. Ma poi a me non interessa un cavolo perché so che tu non sei così. Basta che però si ritorni a “p a r l a r e”. Capisci questo verbo??? Sai cosa vuol dire parlare e libertà di parola??? No. Tu non conosci nessuno dei due vocaboli. Per te, che vieni da una cultura di gente abituata ad appizzarsi le forchette gli uni addosso agli altri, abituata a vivere all’estremo del codice penale falsificando con destrezza la firma di tua madre da un tovagliolino di carta direttamente su una proposta di debito della stessa di 150 mila euro (a tua madre, ma tu capisci!!!!!!!!), di gente che si vorrebbe scopare la propria cognatina strafregandosene dei propri figli, della propria… pseudo-moglie, dei propri suoceri e della propria cognatina stessa!!!!! CHE SCHIFOOOOOOO!
Io, ti giuro, non ho mai provato tanto ribrezzo in vita mia di quanto ne provo ora. E’ FINITA! Ora è finita davvero e ti consegno quello che ti dovevo. Quello che dovevo ad una qualsiasi stracciatella che ancheggiando i fianchi e muovendo le zizze si crede in diritto di prendere per gioco dei sentimenti di un uomo, della propria bambina di appena 19 mesi, della propria famiglia che, sempre silente e senza mai dire “A” se non appositamente sollecitata, le è stata comunque vicino con “le verità” ma senza mai dire “ora la porta è chiusa”, “mia figlia è diventata una puttana”, “sei una farabutta, falsa e approfittatrice”, “ridammi i soldi della macchina”, “la macchina non la usi più perché è nostra”, ecc. ecc..
Ho sono sentito questo ed altro non solo dai tuoi genitori, ma anche da tuo fratello gennaro che mi ha apostrofato, LUI, come “approfittatore”, come uno “che fa schifo”. E tu cosa hai fatto? Gli hai semplicemente detto di stare zitto!
NON HAI LE PALLE. SEI UNA NULLITA’
Povera e bella Marianna. Oggi perdi tutto. Amore, amici… già amici.
Te la sei presa con Marinella, e non dire di no perché io ero presente quella sera a cena, quando tuo fratello gennaro (e la “g” minuscola non è un errore!) e tua madre pretendevano la nostra condivisione (ed ovviamente hanno avuto solo la tua!) sulle palle che lo stesso gennaro aveva raccontato, cioè che Marinella avrebbe sparlato della nostra scandalosa convivenza al tuo ex Mimmo e questi indelicatamente ne aveva parlato davanti al tuo ex Danilo (ma quanti “ex” hai avuto per essere etichettata come “pereta” giacché è un termine che noi maschietti affibbiamo alle zoccolette…). Da allora, e per altri apparenti pettegolezzi fatti da Marinella, sulla cui verità non le avete concesso il benché minimo beneficio del dubbio, l’avete allontanata come la nemica della famiglia.
Ovviamente sposi la tesi dei tuoi al buio, senza sentire Marinella. Dici che i tuoi hanno ragione: e come la mettiamo con il fatto di Monda Ceramiche????? Oggi alle 13,30 mi chiama Enzo Monda e mi racconta la mia vita (sposato, separato, riaccusato, con una bimba… in sostanza abituato a fare il piglia e molla!!!) poco prima raccontatagliela da i tuoi che stavano li con Imma e i due bambini. Vergogna. La mia e la vostra. E sicuramente i tuoi ti diranno che non è così ma sai, Enzo Monda ed io non ci conosciamo affatto e tu lo sai. Sono solo stato un suo normale ed occasionalissimo “cliente di una volta sola” e certe cose non poteva saperle se non dai tuoi… ma tu crederai anche a questo, crederai che io mi sono inventato ancora tutto…
Ancora stamattina tua madre minacciava me e “quell’altra” di Marano (tale Marinella) di far succedere il 48 a Marano stesso se… non ti lasciavamo in pace.
Ma stai tranquilla. Ora sarai in pace nel… mortorio della tua famiglia, con mammà, papà e gennariello!
Preferisci vivere un incubo piuttosto che stare con me, il tuo Amore, con l’Amore che fino a domenica sera, ULTIMA VOLTA IN CUI CI SIAMO VISTI, mi hai detto che c’erano il 60 % delle possibilità che tornavamo insieme e piangendo mentre scendevi dalla macchina mi dicevi sommessa “ti amo ti amo ti amo ti amo”…
Non ti perdono. E con me chi sa dei fatti accaduti. Sei partita per UK, sei tornata. Riparti, senti a me. Riparti e cerca di fare strage di cuori in un altro paese. Qui hai già dato troppo, hai già saturato il “mercato” per essere in grado di trovare ancora qualcuno da s…pennare. E purtroppo anche un bambino sarebbe troppo maturo per te!
Mi fai davvero pena. Sei stata in grado di uccidere un Amore per nulla. Poi certamente ti racconterai mille ed una scuse per sostenere le tue scelte. Zero. Vali zero come donna e come amante.
E il lavoro? Ma ti sei mai chiesta perché tu e tuo fratello non trovate lavoro? La colpa credi che sia del mercato del lavoro. Ti lascerei dormire su questa motivazione se non fosse che provo una sconsiderata voglia di dirti la verità: il mercato del lavoro non c’entra nulla. Si tratta di selezione naturale. Voi valete zero, voi offrite zero… e zero è ciò che vi si restituisce.
Hai avuto l’opportunità (e credimi in una sola vita non capita tanto spesso anzi, c’è a chi non capita mai!) di coniugare amore e lavoro. Hai avuto la possibilità di essere sempre al centro della vita del tuo uomo senza però che questi ti opprimesse. Certo, un minimo di sana gelosia non guasta. E bada bene che la sana gelosia è la mia e non certo la tua, che credendo di fare il mio numero di casa mia, ti alteri per aver sentito la voce di Marinella assonnata… che però stava a casa sua!!!
Folle. Ma hai capito che hai fatto? Ti sei distrutta una vita… che poteva essere bellissima. Avevi un uomo che ti aveva dato tutto. Aveva acconsentito a che tu lo obbligassi a dormire a casa tua a giugno. Aveva acconsentito a che si convivesse insieme per due mesi e poi che lo lasciassi solo come un cane, per giunta influenzato nel letto. Aveva dovuto superare le mancate scuse di gennaro, perché altrimenti non ti avrebbe potuto vedere in tutta tranquillità, atteso che i tuoi non ti lasciavano venire da me. Aveva acconsentito a farti frequentare la propria casa come e peggio di un albergo, lasciandoti fermare la notte quando tu volevi, per tua autonoma ed indipendente decisione, ovviamente subordinata agli stati d’animo di tua madre e tuo padre. Aveva acconsentito a che questa convivenza per mesi venisse gestita da te e da te sola, cercando di non assillarti con out-out, bivi, scelte di vita (peraltro tutte perfettamente lecite avendo tu ormai 30 anni e un passato certo non da monaca di clausura…). Aveva acconsentito a che ti stabilizzassi presso la sua casa sempre e solo per tua autonoma scelta (peraltro da me non condivisa!) per poi sentirmi dire, dopo appena 20 giorni di stabile convivenza, che Francesca era un problema per noi due. Ma va là!
Mi dici che con Francesca ti ho messo di fronte ad una chiusura. Io???? E cosa ti aspetti che debba fare un padre la cui compagna gli venga a dire “Non riesco a superare il problema Francesca, ho questo problema, non ce la faccio più ad andare avanti, in fondo si tratta di TUA figlia”. Cosa ti aspettavi che io ti dicessi. La cosa più ovvia: ti amo e ti lascio libera di andartene. Non posso lottare contro i sentimenti. O li hai o non li hai. Certo non lascio mia figlia e col cuore a pezzi, perché non dipende da me, sono costretto a lasciarti libera… anche discolpandoti da ogni colpa! Passo una settimana d’inferno dentro e poi la signorina si fa risentire dicendo scusa, ho sbagliato tutto. Non volevo dire che Francesca era un problema, non lo è mai stato e non lo sarà mai… e io ti ho voluto credere. STRONZO!
E in questa occasione, ti ricordo, mi hai lasciato un giorno prima del mio compleanno. Bella vigliacca. Poi ridi e scherzi sulla fine della nostra storia con Luca il marito di Simona! E tu ci trovi anche da ridere! Meschina e povera d’animo. Sei quello che sei. Io soffro e sto male, e tu ridi perché tanto lo sai che poi tornerai da me, lo sai già che tornerai ed io sarò pronto ad aprirti nuovamente la porta di casa…
E in quell’occasione tutti mi diedero ragione. Anche tuo fratello Rosario. Già Rosario. Un uomo che stimavo. Peccato. Voglio che sappi che ho provato a rintracciarlo in questi giorni giacché LUI mi aveva dato il numero di CAB sbagliato su cui appoggiare il bonifico fatto ai tuoi. Non certo per parlare di te. Bene un uomo di 34 anni, padre di famiglia, serio, quadro in banca, non solo non mi risponde al cellulare ma neppure risponde al messaggio “Ciao Rosario, scusa il disturbo, volevo sapere se il bonifico è andato a buon fine. Spero che Rosaria stia bene. Vi abbraccio forte. Ugo”. Aveva evidentemente ricevuto istruzioni dall’alto di non rispondere a nessun input di Ugo. Va bene… ma peccato. I giudizi su persone differenti da te mi sono ripromesso di non darli in questa lettera ma di lasciarli a te e a chi la leggerà.
Mi diceva tua madre che tu hai accettato tutte le mie condizioni. E quali sarebbero state queste condizioni? Che ero separato, con una bimba… e allora? Cos’è un delitto? Ma tu ami per come una persona è o per quello che ha? E se avevo un conto in banca di milioni di euro ti stavo meglio? Vergogna. Mi dici che per te i soldi non contano però, guarda caso la prima cosa che vai dicendo è che io col bonifico avrei fatto solo un gesto eclatante e che l’importo di 500 euro era nulla rispetto ai circa 1000 che i tuoi avevano dovuto spendere per i lavori in quella casa. BALLE! Almeno fino a quando c’ero io i soldi spesi ammontavano a circa 475 euro. Io non solo gli ho rimborsato i soldi ma non ho prelevato nulla a fronte di quei soldi versati ed ho contribuito ad abbellire una casa che resta a voi… che ai soldi non ci tenete.
Tua madre dice che i soldi “me li chiava in faccia perché loro non sanno che farsene”: già, peccato che la prima cosa che mi hanno detto quando sono stato a parlare con loro è che avevano buttato via un sacco di soldi per quella casa… Ma qual è la verità? Deducila tu.
E poi l’altra condizione che hai dovuto accettare era che io fossi un “separato” e quindi che hai dovuto rinunziare al matrimonio in chiesa… loro che sono cattolici (così mi ha detto tua madre). Tua madre dimentica forse di avere una figlia che si dove a sposare e che a due mesi dal matrimonio si è messa col marito della segretaria dell’uomo da sposare, col quale poi non si è sposato, ha due figli, è un fallito, falsifica le firme della suocera e insidia la cognata! Bei cattolici!. E sai, non credo che un cattolico credente faccia dormire il fidanzato della figlia e la figlia stessa nella stessa stanza portandogli anche il caffè a letto… dopo appena un mese di fidanzamento. Bei cattolici! Ma anche qui sono giudizi che lascio a te.
Io penso a noi due. Al fosso che mi sono scansato. Alle cattiverie che mi hai voluto gratuitamente fare e che continui a farmene.
Ma ti rendi conto quanto sei stata profondamente sciocca e tristemente misera dentro e fuori? Ti rendi conto di quanta povertà alberga nel tuo cuore sino a farti stare male da piangere pomeriggi interi e non trovare le palle per gridare al mondo intero
MI SONO SBAGLIATA scusate tanto ma SCAPPO DAL MIO AMORE!!!
Ancora pronto a proteggerti da tutti e da tutto, ma credimi non ce ne sarebbe bisogno perché tutto e tutti saprebbero infine quanto ci amiamo.
Ed hai il coraggio a me di dire che sono un folle!
Hai trovato un pretesto per chiudere una storia. I problemi li avevi tu, non io. Io ho solo amato infinitamente la donna che credevo essere quella della mia vita. Le ho permesso di godere del mio immenso amore e delle mie premure per ricevere una cattiveria dietro l’altra sino all’annientamento completo della storia stessa. Mi sono sbagliato. Ma credimi anche tu. Mi hai costretto ad una settimana di agonia, non potendo nemmeno scriverti un “TJ” o raccontarti delle mie ormai innumerevoli notti insonni, dei miei cuscini bagnati di lacrime per chi non mi vuole più nonostante sino a ieri mi scriveva di essere fortunata ad avere me come uomo e suo marito futuro (e per questo ringraziavi addirittura Dio!), piangendo chi a tradimento si è anche rubata il tovagliolino di carta incorniciato nel pico-glass su cui, a giugno dello scorso anno, mi confermavi il tuo amore dicendo che ogni giorno era stupendo perché sempre diverso l’uno dall’altro ed ugualmente emozionante… Nulla ti ho potuto dire e raccontare perché altrimenti “ti opprimevo”!!! Vita mia, vita mia, v i t a m i a . Ricordi quando ti stringevo forte forte tra le mie braccia la notte, quando avevi gli incubi e ti svegliavi di soprassalto ed io ero pronto lì a coccolarti e a darti serenità, fiducia e amore? O quando sul divano la sera non sei mai riuscita a vedere un film con me perché puntualmente ti si chiudevano quelle splendide lanterne blu? O quando facemmo l’amore su a Monte S.Costanzo a Massa Lubrense? O ancora quando ti vedevo sul mio computer mentre tu stavi a Cefalù per la Lear o mentre ti indicavo la strada a Napoli quando la perdesti in auto…momenti magici che non riesco a scacciare, non ci riesco, non ci riesco. Ma come è possibile. Con chi oggi riderò e giocherò e farò l’amore e camminerò mano nella mano o guiderò con la mano sulla gamba di un’altra in macchina mentre vado a Sorrento o in viaggio, magari in Andalusia. E’ così impensabile per me questo futuro che non lo riesco ad immaginare. Non ci riesco, non ci riesco.
Questa volta, dopo che ti ho mandato un messaggio di auguri di compleanno che più tenero, meno invadente e amorevole non si può, dopo che mi hai risposto con un cattivissimo ed estraneo “grazie mille!”, come me lo scrivesti tu ora te lo ri-dico io: Dio è grande.
Per l’ultima volta…
Brighi

inviata da: Bricolugo, lunedì 6 settembre 2004

 

 

 

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