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La solitudine della notte.

Sono appena sveglio. Dopo una strana notte di pensieri liberi. Ho mille cose da fare, ma non riesco a concentrarmi. Non so spiegarmelo. Ho tanta voglia di comunicare con qualcuno. Ma prendere il telefono e far sentire la mia voce un po’ triste, mi sembra quasi una violenza. Soprattutto a quest’ora della notte, quando tutti ancora dormono. E intorno a me si avvolge un denso e impenetrabile silenzio. Pur tuttavia ho sentito il bisogno di mandare un messaggio a te, che considero un’amica. Lo faccio come se fosse un grido liberatorio a coprire la mia solitudine, anche perché consapevole che questa e mail non ti giungerà mai. Sono sicuro che questo triste messaggio si perderà nello spazio infinito, che tutto accoglie: i nostri pensieri, i nostri dubbi e le nostre paure. Forse anche per questa ragione l’ho scritto, come i vuoti segni sulla sabbia che presto ricoprirà il mare. Cancellandoli per sempre. Massimo D’andrea

inviata da: Massimo-D'andrea, sabato 9 ottobre 2004

 

 

 

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