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a Felix

(A Felix, 822 km. a nord est del mio cuore).

Non va ancora tutto completamente bene dentro di me, con te. A volte mi ritrovo a fare i conti con vecchie ferite, le devo curare, devo inventarmi un modo per conviverci, un modo per dimenticare o reiterpretare fatti e parole.

Ci sono lacrime ancora da piangere.

Ma quando parlo con te come stasera, la tua voce mi fa galleggiare il cuore in un mare calmo, allora niente ha più importanza, il passato, il futuro, ci sei solo tu e quello che dici. Ti sento completamente mio, e mi abbandono a quei pensieri tanto insensati quanto radicati che vivono in fondo all'anima, dove nessuno li vede e possono nutrirsi di sogni in tutta tranquillità, senza paura che la lama affilata della ragione venga a disturbarli.
E allora penso che sarò io, io e nessun'altra, a far conoscere per la prima volta alla tua pelle i brividi che ancora non conosce, ad insegnare dolcemente alle tue mani tutto ciò che ancora non sanno, a baciarti, a morderti, ad accarezzarti i capelli sussurrandoti quanto ti desidero...
Dovrò essere io, in una folle notte di un tempo indefinito, l'angelo venuto a contemplare tutta la poesia del mondo sul tuo meraviglioso corpo nudo, a donarti tutto il piacere di cui solo l'amore più puro è capace. E prendendoti l'anima, sconvolgerti il cuore fino a non fargli più ritrovare la via.

Mai e in nessun caso, a qualcuno che non ti ami a sufficienza, che non ti ami quanto me, e che non si commuova anche soltanto a immaginare tutto questo, dovrà appartenere l'immenso tesoro che sei.
Perchè non potrei vivere sapendo che un solo millimetro della tua dolce pelle chiara non sia stato venerato e amato con tutto l'amore del mondo.
Come avrei fatto io.

marat

inviata da: Marat, domenica 10 ottobre 2004

 

 

 

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