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Segnali di vita

In questo momento mi manca l’amica che mi ha movimentato l’estate, l’amante che mi ha fatto disperare, la ragazza che mi ha fatto innamorare e la donna che mi ha fatto pensare. Mi manca come come il sole ad una margherita e come a un cucciolo la sua mamma. Non ci avrei scommesso un centesimo, ma la vita è così, come una interminabile matrice di tessuti che si intrecciano e si combinano per formare una capo d’abbigliamento. E quel golf, quel pantalone, lo lavi, lo stiri e lui cambia continuamente, si restringe, si scolora, si espande e si consuma e poi viene buttato o riciclato.
Mi hai dato tante emozioni nell’estate trascorsa, ogni qualvolta ci penso mi commuovo, e capisco che in quel turbine di sensazioni sono vivo ed è viva in me la passione, l’amore verso te. L’immaginare una vita assieme a te è sicuramente una fantasia sublime, ma è in questo sogno che il mio cuore trova la quiete e il mio fisico la forza di andare avanti. Potremmo anche non ritrovarci più, rivederci fra anni ed anni, ognuno con la sua Giulia e il suo Riccardo, e neanche più salutarci, ma non voglio pensarci, per adesso sei la mia principessa, la donna con cui voglio condividere gioie e dolori e trascorrere assieme a lei nella salute e nella malattie i restanti anni della mia vita. Pensare che i nostri due gioielli siano nostri e di nessun altro, pensare di svegliarci assieme l’uno accanto all’altro e assonati cercarci tra le coperte e nel buio della notte, sfiorarci e riscaldarci tra le lenzuola del nostro letto e ritrovarci giorno dopo giorno sempre più innamorati e sempre più sicuri dei nostri sentimenti. Penso anche a quando riusciremo a stento a fare fronte alle spese della vita quotidiana e a quando per un motivo o per l’altro una di noi starà male e inchiodato al letto dipenderà dall’altro, in questi e in altri momenti ritroveremo la paura, ma l’amore sarà indistruttibile, anzi, e il nostro legame più forte e robusto di prima. Come un angelo sei scesa su di me, in un momento in cui le forze mi avevano abbandonato, il mio Dio era occupato in non sò cosa e io credevo soltanto nell’ipocrisia, nella menzogna e nell’egoismo della gente. Hai cercato con tatto la mia fiducia e l’hai ottenuta, in lealtà ci siamo conosciuti e tra un sogno e l’altro mi hai fatto innamorare.

Mi sta accadendo qualcosa di strano. Accanto a me vedo il nostro futuro bambino. E’ come se sapesse il momento in cui si unirà a noi e però vuole nascondercelo, vuole che sia una sorpresa, la più grande della nostra vita. E’ cuorioso di conoscere l’amore del papà per la sua mamma, imparare e poi amarti di più. E’ anche geloso, ti vuole tutta per lui. Ha i capelli neri come la mamma, non è proprio come l’avevamo immaginato, ma è bello uguale, forte come il papà e bello come la mamma. Nei suoi occhi verdi vedo te, brillanti e luminosi, e tanto furbi. Ritrovo in lui la tua intelligenza e la mia sapienza, mi osserva e si sente protetto, sà che accanto a me nulla e nessuno potrà mai fargli male. In questo quadretto manchi soltanto tu, sei distante fisicamente ma con noi, qui alla mia destra, accarezzi e giochi col nostro Riccardo, lo guardi negli occhi e gli trasmetti anche tu protezione, gli fai capire che fra qualche anno sarà per sempre tra Noi. Che bello pensare di poter vivere per tutta una vita con una persona, che per quella persona tu non hai segreti e che dove non ci arrivi tu puoi sempre contare su una spalla leale e sincera. No, non sono un sognatore, la verità è che non sono schiavo di questa società, di questo mondo, senza principi e senza ideali, dove tutto si ricicla persino i sentimenti. Abbiamo una vista limitata, o meglio annebbiata, diamo tanta importanza alla materia e poca allo spirito, niente più di una famiglia rappresenta il fine della nostra esistenza, un orma indelebile nel futuro, una certezza del fatto che siamo realmente esistiti. Ma in un mondo dove tutto è calcolato, non c’è nè spazio e nè tempo per i sentimenti: sono roba da sognatori che non hanno altro a cui pensare. E allora dico che non c’è più sordo di chi non vuol sentire. Vittime di questo sistema, schiavi di questa società del riciclo, gregge allo sbando senza postore, non è mai troppo tardi per ritrovare la strada della ragione, conquistare e mantenere quelle felicità che durano tutta una vita e anche oltre.

inviata da: Joshua, domenica 10 ottobre 2004

 

 

 

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