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Ricordi?

Era primavera: t'incontrai mentre i platani sfoggiavano la loro veste migliore come la nostra più bella età.
Fosti tu a seguirmi ed un lampo sprigionò in me la prima estasi d'amore.
Ti guardavo mentre mi parlavi della scuola: inconsapevolmente quel giorno avevamo preferito goderci la fiorente stagione tra i viali profumati del colle di Roma.
Tu non l'hai mai saputo, che per pudore non te lo dissi mai, ma sei stato il mio primo Amore che seppure platonico, il suo ricordo mi ha sollevato nel triste percorso di mia vita.
Quante volte ho desiderato rivederti: cercavo il tuo viso, udivo la tua voce e mi rivedevo con te spensierata e felice incamminarmi per sentieri verdeggianti.
Eri bello, alto, biondo, occhi azzurri.
Ho risentito la tua voce dopo cinquant'anni, avendoti cercato sol per saperti.
Anche tu nonno e vedovo, un po' affaticato dal peso degli anni e con molta tristezza nel cuore!
Sai, mi dispiace non averti concesso di rincontrarci a Roma, da dove manchi d'allora.
Voglio ancora pensarti qual'eri: rimanerrai nel mio cuore quale dolce, indelebile ricordo di un'età felice.

Grazie Andrea!

inviata da: Lusy-Anna, martedì 12 ottobre 2004

 

 

 

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