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Ho incontrato una stella

Cara Claudia,
a volte ho paura, paura di guardare il cielo. Hai presente quell’ora della notte quando le ultime luci, stanche e assonnate, emettono gli ultimi sbadigli e cadono inconsapevolmente tra le braccia di Morfeo? E’ proprio quella l’ora che mi fa più paura. Guardo il cielo stellato e ho paura di perdermi, smarrirmi in quell’immensità ma soprattutto paura, paura di pensare a te...Tutte quelle stelle, lì, da sole, lontane lontane, accarezzate, coccolate dalla Luna, mi parlano. Mi parlano di una loro collega, di una loro simile…sei tu, amore mio, sei tu! Mi parlano della tua dolcezza, dei tuoi pensieri, della tua voglia di vivere…e mi raccontano, mi svelano quelle sfaccettature di te che non ho mai conosciuto. E spesso ridono, ridono di me, dei miei sentimenti che loro non sono in grado di provare; ridono del mio amore quando dico loro che ti amo, che ti amo veramente…In quel momento mi sento piccolo piccolo, quasi sperduto. E a volte vorrei essere una di loro, una stella lì in quel cielo tranquillo e spensierato per non amare, per non soffrire, per sfuggire al mondo ma soltanto per guardarti e vegliare su di te da molto, molto lontano…E poi ho paura, paura di addormentarmi, perchè ho paura di sognare. Nei miei sogni ci sei tu, Claudia; siamo mano nella mano, passeggiamo insieme tra le nuvole, nuvole leggere, inconsistenti come la materia di cui sono fatti i sogni. Ci sono ancora quelle stelle, ma questa volta non ridono, non mi prendono in giro anzi sono invidiose perché ci vedono insieme felici, spensierati, immersi nel nostro amore. Sono ansiose di incontrarti, di parlare con te, ansiose di conoscere i tuoi più intimi segreti. Sono invidiose perché ti vedono luminosa, brillante, più di tutte loro messe insieme. Quelle creature celesti, estasiate dalla tua bellezza, ti chiederanno di rimanere con loro per illuminare ancor di più la notte buia, il cielo infinito con il tuo bagliore di luce. Proprio quando me ne starò andando da solo, triste e sconsolato, proprio in quel momento in cui la mia ombra si starà nuovamente confondendo con l’oscurità e una lacrima ingenua starà attraversando il mio volto affranto, tu improvvisamente ti volterai verso di me e con un tenero sorriso mi dirai:”Non ti preoccupare, Marco. Qua è tutto bello, ma non c’è la forza che muove il nostro mondo…l’AMORE…”. Allora io ti prenderò di nuovo per mano e torneremo insieme a terra, così per incanto…Le stelle, dispiaciute della nostra partenza, alla fine capiranno, comprenderanno la tua scelta e non ci diranno addio, ma arrivederci. Perché in quel mondo ci torneremo, amore mio, ogni volta che vorrai…

Marco

inviata da: Marco, martedì 19 ottobre 2004

 

 

 

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