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Domeniche

03 ottobre 2004

In questo momento sto scrivendo questa lettera su un foglio di carta, non sono in ufficio davanti al computer, sono a casa, è domenica pomeriggio, non so quando t’invierò questa lettera, prima dovrò ricopiarla sul computer, ma quando lo farò la copierò parola per parola senza apportare delle modifiche e senza rileggerla, probabilmente sarà frammentaria e senza un vero filo conduttore; soltanto i pensieri di questa domenica in cui non riesco a non pensare a te. La scorsa settimana ti ho confessato che sei stata l’unica ragazza di cui mi sia mai innamorato, ed è vero…è terribilmente, profondamente vero.. non ho risposto subito alla tua domanda perché non è stato facile per me farlo.
Mi ricordo che in quel periodo ero alla disperata ricerca delle parole giuste da dirti, avrei fatto qualsiasi cosa per riuscirti ad emozionare. In alcune occasioni mi sono comportato stupidamente, e oggi a distanza di anni, ripensandoci, un po’ me ne vergogno, ma sai è difficile mantenere la razionalità negli “affari di cuore”, tu mi vedevi ma in realtà non mi guardavi e quando si capisce che non si sarà mai ricambiati, si diventa insofferenti, orgogliosi e senza diritto gelosi. Quando ti guardavo pensavo che tu fossi la cosa più bella che potesse accadere a un persona, e anche se tra di noi non c’è mai stato nulla ed ero così lontano dalla sottile linea di cui mi parlavi, per te ho provato sensazioni ed emozioni che fino a questo momento non mai provato per nessun altra donna. Una volta mi hai scritto di non esser mai riuscita ad avere vero amico, o meglio a mantenere una vera amicizia con un uomo, perché poi loro si sono innamorati di te, non so se tra di loro hai messo anche il sottoscritto; volevo dirti che se hai pensato anche a me, ti sei sbagliata, perché ho cominciato ad innamorarmi di te sin da quando ti ho vista per la prima volta, e in realtà gia ti amavo prima che diventassimo amici, anche se in verità, la nostra amicizia non è stata mai così importante e profonda; forse lo siamo più ora di prima, anche se io la vedo come un’amicizia incompleta, a causa della distanza che ci divide.
Quella sera al matrimono del nostro amico, nei pochi secondi che eravamo in ascensore e stavamo salendo in terrazza, al pensiero di rivederti dopo tutto questi anni, ho sentito battere forte il mio cuore come non mi succedeva da molto tempo, appena si sono aperte le porte ti ho subito cercata con lo sguardo, quando ti ho vista ricordo che ho pensato: …sei ancora più bella di una volta. Forse sto facendo la figura dello sciocco, non so, e forse non dovrei scriverti questa lettera; ma quando la leggerai sappi che in nessun modo devi mai pensare che io non mi rivolga a te soltanto come un amico, ho troppo rispetto per te e per la tua famiglia per non farlo.


inviata da: Maurizio, martedì 19 ottobre 2004

 

 

 

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