Sicuramente
il migliore Salvatores mai visto, anche Abatantuono, sulla scelta
del quale nutrivo dubbi, è laido quanto doveva essere,
pensando anche al libro di Niccolò Ammaniti.
Il libro che viene seguito quasi pari, con tutta l'angoscia
e la paura di un bambino, il suo non capire l'idiozia dei grandi,
il crollo del mito tra le mura domestiche, quella "perdita
d'innocenza" descritta più volte al cinema con risultati
alterni ma qui bene, con un rispetto del punto di vista di un
decenne, del suo orizzonte sconfinato giallo grano e del piccolo
mondo di macchinine, biciclette, tradimenti e prove di coraggio,
barche in TV che sono velieri e barche sopra la TV da non toccare,
una Barbie rotta che sott'acqua sembra una fata e fuori plastica
brutta, che belle queste intuizioni, che bella mano ha dimostrato
Salvatores, che bel film