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Ricordati di me

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Regia: Gabriele Muccino
Attori: Fabrizio Bentivoglio, Monica Bellucci, Laura Morante, Silvio Muccino, Nicoletta Romanoff
Anno: 2003
Titolo originale: Ricordati di Me

Come tremano, le mani della Morante in quel bar, come tremano le mani di ognuno di noi a dover scegliere tra le noie rassicuranti del quotidiano e il rischio, il batticuore, e quei baci che non finiresti mai di dare.
Come e' bravo Muccino in quell'inquadratura, tenera e cattiva insieme, c'e' tutta un'idea di cinema, in primissimo piano uno splendido viso di donna e le sue brutte e grosse mani che tremano, la bocca tirata che si aggrappa alla sigaretta, che paura che ho (che abbiamo?) di diventare quella donna, cosi' triste, cosi' urlante, cosi' vuota e spaventata all'idea di potersi riempire di nuovo."Come mi vedi? Da fuori, dico? Come mi vedi?" e' questa la domanda che tutti ossessivamente fanno e si fanno nel film, questo bisogno esasperato di un occhio esterno che dia senso e coerenza al progetto di se stessi, che sia un occhio umano o una telecamera e' lo stesso, nessuno si chiede "chi sono?", nessuno sembra anche solo pensare che saperlo migliorerebbe le cose, e l'occhio inquadra la finzione, il compromesso, la fatica fasulla di vivere, fasulla e concitata all'inseguimento di obiettivi poveri e piccolini, eppure cosi' importanti. Quei baci, quei baci che non finiresti mai di dare, che siano agli amici comprati con un po' d'erba, all'amante ritrovata, a un figlio, nessuno si bacia piu' nella famiglia Ristuccia, nessuno guarda gli altri.
Muccino per la terza volta raccoglie tutti nelle sue inquadrature, da dentro da fuori e stavolta "mostrami anche i tuoi profili", fa un grande lavoro di scrittura (dio, quei dialoghi, da quante feste sono scappata inorridita da gente che parla cosi') e di direzione degli attori (la Bellucci unica persona con un po' di dignita'): per me Muccino se vuole puo' girare questo coltello nelle mie piaghe per quanti film vuole, che non diventi mai medico pietoso delle tragedie
umane.
"Come sto?" "Al solito" "E io" "Pure tu al solito"
Dio, che paura.

recensione del film a cura di Mafe de Baggis per
Filmagenda

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