Abel, hai scritto tante parole d’amore in vita tua, ma lettere
d’amore reali, intendo dire lettere che non devono essere
lette da molti ma da un’unica persona, ne hai scritte ?
Considero la scrittura una scorciatoia per la mente, il
modo più intimo per raggiungere qualcuno che ci è
lontano. Internet ci ha portati a riconsiderare la parola scritta
in tutto il suo reale valore, e poco importa che l’è-mail
non sia di pura carta dal profumo antico, ciò che conta è
l’essenza di cui è intrisa. Scrivo ancora oggi una
lettera d’amore senza precludermi il piacere di creare un’emozione
ed aspetto la risposta tamburellando le dita sulla scrivania. Ben
diversa era l’attesa quando la sagoma del postino spuntava
all’improvviso dietro la siepe di bosso, tra l’abbaiare
dei cani e il trillare del campanello della sua bicicletta austera.
Ne hai ricevute?
Ne ho ricevute e ne ricevo tuttora, ed ho anche una casella
di posta riservata alle lettere mai spedite, quelle che un giorno
vorrei liberare dalla gabbia per vederle librarsi in volo. Chissà
cosa accadrebbe se raggiungessero tutte insieme i destinatari assegnati…
stravolgendo la mia vita dal suo scorrere quieto.
Sono più quelle che hai scritto o quelle che hai ricevuto?
Sicuramente
sono più quelle che ho ricevuto, ma spesso non riescono a
scardinare il mio interesse, ed allora le lascio sbollire in un
angolo del desktop, finché mi decido a cancellarle definitivamente.
Tra quelle che hai ricevuto, ne ricordi qualcuna che ti abbia particolarmente
colpito?
Ce n’è stata una che mi ha stupito. Era di una ragazza
francese con cui avevo iniziato una fitta corrispondenza. In ogni
busta inseriva un fiore di campo appena colto ed io mi chiedevo
perché mai il tempo lasciasse appassire anche le cose più
belle. Le spiegai questa mia perplessità e per oltre un mese
non si fece più sentire. Quando mi scrisse di nuovo, la lettera
era macchiata con una goccia del suo sangue lasciata cadere sotto
la parola “dolore”. Le emozioni non invecchiano mai…
aveva scritto poco sopra.
C’era un qualche scopo che volevi raggiungere scrivendo
quelle lettere o le scrivevi solo per esprimere amore?
Io scrivo per fissare sulla carta la percezione di quell’attimo
fuggente, non conosco un altro modo per rivivere la stessa tensione
che ho sigillato in quelle parole.
Le lettere d’amore che scrivevi prima di iniziare a produrre
racconti erotici avevano contenuti erotici?
Non ho mai scritto lettere d’amore dal contenuto erotico.
Hai sempre scritto fin da ragazzino o è una “passione
tardiva” la tua? Se sì, che tipo di cose scrivevi?
Ho sempre scritto, di tutto e di più, sin dai tempi delle
elementari in cui i miei chilometrici temi erano fonte di ilarità
per compagni ed insegnante. E sono passato disinvoltamente dai testi
delle canzoni alle commedie brillanti, anche se il mio grande amore
è il genere “giallo” tipo intrigo internazionale.
L’erotismo invece mi ha dato modo di farmi conoscere sul WEB.
Quando scrivi i tuoi romanzi o le tue lettere, c’è
qualche autore a cui ti ispiri o il tuo stile è qualcosa
di tuo e basta?
Assolutamente no, mi guardo bene dall’ispirarmi a qualcun
altro, e addirittura mi da fastidio quando qualcuno vede nel mio
stile un’attinenza con altri autori.
Avrai certamente letto molti romanzi erotici famosi, ce
n’è uno che ti sia piaciuto in modo particolare? E
perché?
Come ho spiegato più volte, non ho mai letto altri libri
ad esclusione dei manuali tecnici o di quelli obbligatori a scuola.
L’unica eccezione riguarda “Il richiamo della foresta”
e “Le età di Lulù” due capolavori.
Erotismo e amore, connessi per forza o non è detto?
L'erotismo è la capacità di estrapolare i desideri
dalla logica ferrea in cui li ha racchiusi la ragione, ma anche
la pretesa di avvelenarli affinché la ricerca spasmodica
del piacere diventi l'unico antidoto. E' la giusta via di mezzo
tra la pornografia e l'amore, ma ne resta equidistante... quasi
fosse una trottola dall'equilibrio incerto che sfiora entrambi senza
condividerne l'essenza. Personalmente preferisco slegare erotismo
ed amore, per non limitare il primo e per non macchiare il secondo.
La maggior facilità di creare relazioni nuove in
rete pensi che favorisca poi un seguito, un motivo in più
per scrivere o sono relazioni che si consumano in fretta, nel tempo
di una chat?
La rete ha cambiato il modo di scrivere e le regole del gioco. In
questa terra sconsacrata è tornato a contare “quello
che abbiamo dentro” ed il “come riusciamo ad esprimerlo”
conquistando gli altri non per l’aspetto fisico ma per la
capacità di comunicare il proprio stato d’animo. Nell’amore
non c’è nulla di virtuale e la sofferenza per la lontananza
dal partner è reale come il dolore che ci coglie alla fine,
quando il “virus” dell’innamoramento viene debellato
dalle abitudini e dalla noia. L’amore è un sentimento
a termine che ti scotta appena ti sfiora ma senti male solo dopo
che se n’è andato via. Gli innamoramenti in rete sfociano
sempre in un incontro reale, e si consumano come la più grande
delle passioni.
Le frequentatrici del tuo sito, Rosso
Scarlatto, ti scrivono lettere d’amore?
No, di solito mi scrivono per conoscere i dettagli di una scena
particolare che ho descritto nel libro… i confetti de “La
Schiava” sono ormai entrati nella leggenda, considerato che
questo romanzo ha superato i 60mila lettori e sono stati scaricate
oltre 36mila copie dell’e-book.
C’è una scrittrice con cui ti piacerebbe iniziare
uno scambio di lettere d’amore?
Mi piacerebbe scrivere un romanzo a 4 mani e prima o poi lo farò.
Il titolo l’ho già scelto, si chiama “Emailando”
e l’idea è quella di uno scambio di lettere tra due
sconosciuti che si conoscono sul WEB e pian piano s’innamorano.
Sarebbe bello dividerlo in due parti, prima e dopo il loro incontro.
I due scrittori dovrebbero però essere attratti irrimediabilmente
uno dall’altro. E questo complica le cose.
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