Comunque
non dimenticherò le tue mani desiderose di giochi e le tue
battute argute. Constato che ti sei smarrito fra i teologi. Che
occupazione meschina! Come può il piccolo gestire il grande?
Come può l’opera definire il maestro? Si, come può
l’opera decidere di cessare d’essere un’opera?
Veniamo creati esseri umani, Aurelio. E veniamo creati uomo e donna.
Se non ricordo male, nel suo scritto sulla vecchiaia Cicerone afferma
che l’adolescente non aspira alla forza del leone o dell’elefante.
Non dobbiamo provare a vivere come qualcosa di diverso da quello
che siamo. Non sarebbe forse bestemmiare Dio? Siamo esseri umani,
Aurelio. Prima dobbiamo vivere, e poi... si, poi possiamo filosofare.
Ero soltanto un corpo di donna per te? Sai che non è vero.
E come puoi distinguere corpo e anima? Non è scompigliare
la creazione di Dio? Oh, si, certo che lo è, mia tigre ingannatrice.
Quando mi graffiavi con le tue acuminate carezze, anche l’anima
mi laceravi.
Non
eravamo forse due parti di un unico organismo, fuse insieme come
un ponte gettato tra le due rive d’un fiume? Poi, d’un
tratto, si erse dal fiume una possente divinità — o
un principio astratto come la Continenza — che tagliò
il ponte in due e impedì ogni rapporto tra una riva e l’altra.
No, io non credo in un simile Dio, eminente vescovo. Ne ho parlato
molte volte col sacerdote, qui a Cartagine. Sa che un tempo avevo
un uomo, ma non che eri tu. Non sembra quasi tratto da una tragedia
il fatto che d’improvviso, una mattina, venne da me con le
tue Confessioni ? Oppure lo fece su tua sollecitazione?
Riesci ancora a ricordare come mi accarezzavi tutto il corpo e come,
per così dire, stimolavi tutti i boccioli prima che si aprissero?
Come ti piaceva cogliermi! Come ti lasciavi inebriare dai miei profumi!
Come ti nutrivi dei miei umori! Poi te ne sei andato, vendendomi
per la salvezza della tua anima. Che infedeltà, Aurelio,
che errore! No, io non credo in un Dio che pretende sacrifici umani.
Non credo in un Dio che, per salvare l’anima di un uomo, costringe
una donna a sprecare la propria vita. |